Il pennello asciutto, in gergo dry brush, è la tecnica più antica e più rapida per mettere in evidenza il rilievo. Carichi il pennello, togli quasi tutto il colore e col residuo passi sul modello: il colore si posa solo sugli spigoli e sui fili in rilievo, mentre i solchi restano scuri.
In categoria trovi colori formulati per questa tecnica, cioè con la coprenza e la densità che le servono, in tonalità terrose, chiare, metalliche e vivaci. Sotto trovi quanto colore deve restare sulla setola, come scegliere il tono e dove la tecnica funziona meglio.
È l’esatto opposto di un lavaggio. Il lavaggio scurisce l’incisione in negativo e crea l’ombra, il pennello asciutto schiarisce il rilievo e crea l’impressione della luce che cade. Usati uno dopo l’altro, i due passaggi danno al modello una plasticità che altrimenti si ottiene solo con una lunga ombreggiatura a mano.
La tecnica ha anche il miglior rapporto tra risultato e tempo. Una passata su un figurino o sulla sovrastruttura di un carro richiede un minuto e cambia l’aspetto all’istante. Per questo si usa sulla grande maggioranza dei figurini, sulle griglie e sulle chiodature dei mezzi e negli interni, dove un pennello carico in modo normale arriverebbe a stento.
L’errore più comune è lasciare troppo colore sulla setola. Il pennello deve essere quasi asciutto: scarica il colore su un foglio assorbente finché non lascia più traccia, e solo allora comincia. Il pigmento rimasto tra i peli è più che sufficiente.
Il colore va scelto uno o due toni più chiaro del fondo, non bianco. Un contrasto eccessivo dà un risultato stridente, biancastro come impolverato. Sulle superfici metalliche il pennello asciutto si fa invece con un tono metallico chiaro, così nascono le abrasioni sugli spigoli.
Serve un pennello piuttosto rigido con la punta tagliata piatta, perché su un’estremità piatta il colore si aggancia meglio. Porta il movimento di traverso rispetto agli spigoli, con passate brevi e rapide, e tra una e l’altra controlla il risultato contro luce. Gli strati si possono ripetere, quindi è meglio iniziare piano e insistere solo se serve.
Rende al massimo dove c’è rilievo: pieghe dei tessuti e volti dei figurini, griglie e chiodature, rivestimenti in legno, vele, cingoli a maglie, terreni irregolari. Su una grande superficie liscia produce invece solo aloni: lì servono un filtro o un pigmento.
Pennello asciutto e lavaggio sono le due tecniche di base da cui conviene partire; come si innestano gli strati successivi lo descrive la categoria invecchiamento.