Gli attrezzi per modellare sono ciò con cui alla materia si dà forma. Appartengono a questa famiglia le spatole e le palette in metallo con lame di profilo diverso, gli attrezzi che asportano materia, i lisciatoi con la punta lucidata, le racle flessibili in acciaio e le sonde con una sferetta all’estremità. Ogni forma lascia nella materia un segno diverso – ed è dalla somma di quei segni che nasce il dettaglio finale.
Sotto trovi una guida su quale attrezzo si usa per cosa, sulla differenza tra togliere materia e spostarla, e su quale corredo basta per cominciare.
La materia ricorda esattamente quello che l’attrezzo le ha fatto. Una lama piatta lascia dietro di sé un piano, una sonda a sfera una bombatura, una punta affilata un solco netto. Chi modella con esperienza non lavora quindi con un attrezzo universale, ma passa tra tre o quattro forme a seconda che stia stendendo, lisciando o disegnando un dettaglio.
La seconda cosa che l’attrezzo determina è il grado di controllo. Più la lama è corta e rigida, più il movimento è preciso; una racla flessibile, al contrario, stende la materia su una superficie maggiore in modo più uniforme di quanto farebbe una spatola rigida.
Servono a prelevare la materia, a distribuirla e a spingerla dentro una giunzione. Le lame piccole a goccia entrano nei punti stretti, quelle rettangolari larghe lavorano i piani. La forma a rombo è il compromesso: con la punta lavori nel dettaglio, con il fianco lisci.
Questo gruppo non sposta la materia, la toglie. Con una punta affilata si intaglia una piega, con una lama stretta un solco o una pannellatura, con un attrezzo ad ansa si svuota un volume dall’interno. Si usano sia sulla materia morbida sia, con prudenza, su quella già rappresa.
Una sonda con la sferetta all’estremità produce bombature, occhielli e fossette regolari e spinge le chiodature. Il lisciatoio ha la punta lucidata a specchio e si usa per ultimo: passandolo sulla superficie appiana le piccole irregolarità, così resta meno da levigare.
Le racle flessibili in acciaio vanno bene per tirare la materia in uno strato sottile e per togliere l’eccesso da un piano. Se cominci adesso, un corredo in astuccio è di solito più sensato dei pezzi singoli: solo lavorando scoprirai quali forme usi davvero, e un corredo te lo fa capire più in fretta.
Tieni gli attrezzi puliti e asciutti: un residuo di materia indurita sulla lama, al successivo utilizzo, lascia un solco che poi dovrai richiudere. Una buona disciplina nella manutenzione rende qui quanto rende con gli altri attrezzi.