La lucidatura è l'ultimo passaggio sui modelli che devono avere la lucentezza con cui il mezzo è uscito dalla linea di montaggio: vetture da competizione, auto stradali, velivoli civili. Le paste abrasive livellano la superficie del trasparente passando dalla grana più grossa alla più fine, cancellano la granulosità della spruzzatura e le piccole irregolarità, e alla fine tirano fuori un riflesso nitido.
Nella sezione trovi paste lucidanti in più grane, composti liquidi, cere con applicatore, panni per la lucidatura a diverse finezze e un abrasivo di finitura molto fine per il primo passaggio. Sotto vediamo quando il trasparente è pronto e perché non si può saltare nessun gradino di grana.
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Anche una spruzzatura impeccabile ha una microstruttura: buccia d'arancia, granelli di polvere, tracce di nebulizzazione fine. Su un modello piccolo l'occhio lo legge come una superficie quasi lucida. Lucidando, quello strato viene livellato meccanicamente: prima si abbassano le punte, poi i graffi della grana più grossa vengono sostituiti da graffi più fini, fino a sparire.
Il risultato è diverso dal semplice trasparente lucido. Il riflesso smette di essere sfocato e acquista contorni definiti, cosa che su una vettura da competizione non si ottiene in nessun altro modo.
Il trasparente deve essere completamente indurito, non soltanto asciutto al tatto: con i prodotti sintetici questo significa anche qualche settimana. Lucidare un film ancora morbido lo spalma soltanto. Lo spessore deve essere sufficiente: su una mano sottile si arriva alla tinta sottostante con pochissimo.
Si parte dalla grana più fine che sia ancora in grado di togliere il difetto; cominciare più grosso del necessario significa soltanto più lavoro nei passaggi successivi. Di norma si va da una carta abrasiva molto fine alla pasta più grossa, poi media, poi fine. Ogni gradino deve cancellare senza residui le tracce del precedente, altrimenti i graffi riemergono nel riflesso finale.
Si lavora con poca pasta su un panno morbido o su un applicatore, con movimento circolare o incrociato e soprattutto senza premere. Fra un gradino e l'altro si pulisce la superficie, perché un granello più grosso trascinato nel passaggio successivo rovina tutto. Sugli spigoli e sulle sporgenze alleggerisci: sono i punti dove si arriva al colore per primi.
Dopo la pasta più fine si passa una cera da modellismo, che chiude la superficie ed esalta il riflesso. La cera riempie anche i microsolchi residui e rende più semplice togliere la polvere dalla teca.
È un lavoro di pazienza in cui la fretta non paga: un gradino di grana salta all'occhio nel riflesso finale immediatamente.