Tre fogli di decalcomanie in grande scala per il velivolo d'attacco britannico Blackburn Buccaneer. Sei macchine, dal ponte di una portaerei agli aeroporti tedeschi e britannici fino al servizio nel deserto sudafricano.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
Il Buccaneer nacque come risposta agli incrociatori sovietici della classe Sverdlov: un velivolo d'attacco imbarcato biposto capace di volare sotto l'orizzonte radar e di mantenere la velocità dove altri aerei entravano in oscillazione. Sul piano aerodinamico lo deve alla coda affusolata e al soffiaggio dei flap con aria compressa spillata dai motori, grazie al quale atterrava sul ponte più lentamente di quanto la sua ala piccola avrebbe consentito. La stiva bombe non si apriva verso l'esterno, ma ruotava attorno all'asse longitudinale, quindi alle alte velocità la resistenza non aumentava.
Quest'ultima voce merita attenzione: il Sudafrica fu l'unico utilizzatore straniero del tipo e le sue macchine prestarono servizio in un ambiente del tutto diverso da quello per cui il velivolo era stato progettato, sopra la semidesertica invece che sopra il Mare del Nord.
La confezione è formata da tre fogli di decalcomanie in una scala adatta ai kit di grandi dimensioni. La carta è del tipo che si stacca dopo l'immersione in acqua tiepida e si trasferisce su un fondo lucido. I pezzi in plastica e il kit non ne fanno parte: si tratta di un accessorio per un modello che il costruttore procura a parte.
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