Coppia di mascherine d'insegne militari per il caccia tedesco della fine della prima guerra mondiale. Le croci si spruzzano a colore direttamente sul rivestimento.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
Il Fokker D.VII arrivò ai reparti nella primavera del 1918 e nel giro di poche settimane divenne il caccia tedesco più temuto. Perdonava gli errori, sopportava salite ripide e alle basse velocità restava appeso all'elica là dove gli avversari cadevano. La sua fama è documentata da un dettaglio particolare: il testo dell'armistizio del novembre 1918 cita nominalmente proprio questo tipo fra il materiale che la Germania doveva consegnare.
L'abitacolo aperto significa che qui un set di mascherature non ha un tettuccio su cui lavorare. La confezione porta perciò due mascherine d'insegne militari e nient'altro. Non è un impoverimento, ma la natura del soggetto. E proprio sulle macchine con il rivestimento in tela la croce spruzzata è nettamente migliore di una decalcomania: il rivestimento segue le centine e le fettucce, la decalcomania si spezza su quell'onda e dopo l'asciugatura sotto di essa compare un film argentato. Il colore spruzzato attraverso la mascherina non conosce un problema simile.
Il procedimento è semplice. Verniciate prima la superficie con il colore di base, lasciatela asciugare per bene e solo allora appoggiate la pellicola. Il colore dell'insegna applicatelo in due volte, in veli sottili e perpendicolari alla superficie, perché non passi sotto il bordo. Togliete la mascherina poco dopo la spruzzatura, finché la vernice non è del tutto dura, tirandola di lato e non verso l'alto.
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