Marcature di quattro caccia polacchi PZL P.11c, dagli anni fra le due guerre fino alla campagna di settembre del 1939.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
Il PZL P.11c rientrava ai suoi tempi fra le soluzioni più moderne che i campi di volo europei avessero visto. La costruzione interamente metallica e l'ala alta piegata a forma di ala di gabbiano davano al pilota una visibilità che gli equipaggi dei biplani non si sognavano. Ma lo sviluppo procedeva rapido e nel 1939 gli stavano già di fronte macchine con abitacolo chiuso e carrello retrattile, che lo distanziavano di oltre cento chilometri orari.
Il foglio porta quattro velivoli precisi:
L'intervallo fra il soggetto più vecchio e il più recente comporta anche una differenza di colore. Le macchine fra le due guerre portavano una verniciatura più chiara dei velivoli in stato di mobilitazione, e il modellista deve quindi scegliere la tonalità in base alla variante selezionata. I due nove bianchi di due squadriglie diverse sono poi una piccola trappola a cui è bene pensare durante la costruzione.
I numeri di costruzione scritti con il punto, come quelli indicati in due soggetti, corrispondono al sistema di registrazione polacco, dove la prima parte indicava la serie. Per il modellista è un dato pratico, perché grazie a esso si può risalire al lotto di produzione da cui proveniva il velivolo preciso.
Consiglio: la superficie dei timoni rivestita in tela ha una struttura marcata di centine. La decalcomania vi va applicata solo dopo averla sagomata ed è opportuno ammorbidirla in due riprese.
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