Sagome in vinile per la vetratura dello Spitfire Mk IX nella grande scala, tagliate sul kit PCM. Coprono il tettuccio dal lato esterno e da quello interno; insegne militari e decalcomanie non fanno parte della confezione.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
Nell'autunno del 1941 sulla Manica comparve il Focke-Wulf Fw 190 e superò di colpo tutto ciò che la RAF schierava. La risposta doveva arrivare in fretta: nella cellula della quinta versione venne installato un Merlin 61 con compressore bistadio e nacque il Mk IX. Si aggiunsero un secondo radiatore sotto l'ala destra, un muso più lungo e un'elica quadripala. Ne furono costruiti in serie oltre cinquemila esemplari e nell'estate del 1944 formava l'ossatura delle squadriglie da caccia dalle teste di ponte normanne fino al fronte italiano. I piloti apprezzavano soprattutto il fatto che la salita non lo abbandonasse nemmeno intorno ai diecimila metri.
In scala 1:32 ogni irregolarità della vernice si nota subito, perciò l'ordine è decisivo. La sequenza collaudata prevede prima la tinta della centina dell'abitacolo, uguale a quella interna della fusoliera, dopo l'essiccazione il fondo dell'intera cellula e solo alla fine la mimetica superiore. La sagoma resta sul vetro per tutto questo tempo e si toglie solo dopo l'ultima passata, così il bordo della cornice viene netto al primo tentativo. Il vinile tiene quanto basta per reggere tre strati e allo stesso tempo si stacca senza sollecitare il giunto.
La confezione è un accessorio per il kit. Il velivolo stesso, i colori e la colla non sono nella busta.
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