Il Carro Armato M15/42 fu l'ultimo carro medio italiano arrivato alla produzione di serie. Ricevette un cannone più lungo di calibro 47 millimetri e un motore a benzina. Il modello in scala 1:100 misura circa cinque centimetri.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
La serie M13/40 e M14/41 all'inizio della guerra bastava a stento, ma nel 1942 era già in ritardo rispetto a tutto quello che le stava di fronte. La risposta fu l'M15/42: lo scafo si allungò di circa quindici centimetri, la corazza si rafforzò e il motore diesel fu sostituito da un gruppo a benzina di potenza superiore. Il cambiamento più importante riguardò il cannone: il calibro restò a quarantasette millimetri, la canna si allungò però e il potere perforante crebbe notevolmente.
La produzione di serie partì soltanto nel 1943 e fece in tempo a consegnare circa duecento esemplari. La maggior parte di essi non combatté mai sotto la bandiera italiana: dopo l'armistizio di settembre li rilevò la parte tedesca e li impiegò nei Balcani e nei combattimenti difensivi in Italia. Alcuni veicoli arrivarono anche ai reparti del nuovo esercito repubblicano italiano.
Un soggetto di cinque metri risulta nella scala in centesima di circa cinquanta millimetri, cosa che fa del carro l'elemento dominante di una formazione ridotta. La torretta ha spigoli marcati che vale la pena risaltare, e i fianchi dello scafo sono abbastanza lisci perché su di essi risalti la mimetica italiana a tre colori. Se costruite l'impiego tardivo, si offrono le croci tedesche sopra le marcature originali.
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