Il Semovente da 75/32 unì il telaio del carro M15/42 a un cannone di calibro 75 millimetri. Ne nacquero solo poche decine di esemplari e quasi tutti combatterono sotto comando tedesco. Il modello in centesima misura circa cinque centimetri.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
Gli italiani costruivano i propri semoventi con quello che avevano a portata di mano e con ogni versione successiva ricorrevano a un'arma più lunga. L'esecuzione con il settantacinque lungo trentadue calibri nacque come complemento accanto alla variante affine con la canna ancora più lunga. La differenza fra le due è a occhio appena percettibile e la riconoscono soprattutto i collezionisti, che confrontano la sporgenza della canna davanti alla parte frontale dello scafo.
La produzione stava partendo nel momento in cui l'Italia usciva dalla guerra e le officine erano già controllate dall'amministrazione tedesca. I veicoli realizzati furono perciò solo alcune decine e la grandissima parte di essi finì presso i reparti che combattevano nella penisola. In condizioni operative il semovente mantenne una buona reputazione per la bassa silhouette e per il solido effetto del proietto contro le postazioni fortificate.
La costruzione in centesima sta sulla superficie di un francobollo e tuttavia mantiene leggibili le forme delle pareti inclinate della camera di combattimento. La scala piccola perdona piccole imprecisioni, ma sul risultato decidono la pulizia degli spigoli e il posizionamento preciso della canna in asse. Conviene collocare il pezzo finito su una base più scura, il contrasto della mimetica sabbia risalterà allora meglio.
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