Un cannone da novanta millimetri collocato sul telaio pesante Breda 52. La stessa arma viaggiava anche su altri portatori, ma questo fra loro era il più robusto. Il modello in centesima risulta lungo circa sette centimetri.
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Il cannone di calibro novanta millimetri con canna lunga cinquantatré calibri fu fra il meglio che l'industria bellica italiana produsse fra la fine degli anni trenta e l'inizio dei quaranta. Si usava in postazioni fisse, nella forma trainata e su portatori mobili, e furono proprio le versioni mobili a rivelarsi le più preziose. Il telaio Breda 52 offrì per quest'arma un quadro abbastanza solido e spazio abbastanza per le munizioni e per i serventi.
Le batterie con questi veicoli operarono in Africa settentrionale e più tardi anche sul territorio nazionale. Il fuoco si conduceva da una piattaforma ottenuta abbattendo le sponde, quindi il veicolo era rapidamente pronto al combattimento, ma doveva posizionarsi in modo da avere visibilità e allo stesso tempo non essere visto. Il minimo colpo o una scheggia significavano guai, perché il portatore era in sostanza un normale autocarro con una protezione minima.
Nella scala in centesima il veicolo risulta di circa sette centimetri, quindi fra tankette e semoventi appare come un vero gigante. La canna alzata nella posizione antiaerea dà a tutta la costruzione dinamismo, abbassata verso l'orizzonte evoca invece il fuoco su bersagli terrestri. Le due posizioni si adattano a scene diverse, riflettete perciò in anticipo su quale sceglierete.
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