Foglio con quattordici varianti di marcatura dei Mosquito da caccia notturna e da intrusione della versione Mk.II, di squadroni britannici, alleati e in esilio. Scala 1:72.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
La prima versione da caccia del bimotore in legno portava la sigla Mk.II e dal muso le sporgevano le antenne a palco del radar AI Mk.IV. L'armamento era costituito da quattro cannoni da 20 mm nel ventre della fusoliera e da quattro mitragliatrici al di sopra, il che ne faceva la piattaforma d'arma più pesante che a quel tempo decollasse dopo il tramonto.
Una parte delle macchine era priva di radar, perché l'apparato non doveva finire sul territorio avversario. Erano proprio questi aerei a spingersi verso le basi tedesche e ad appostarsi sopra di esse nel momento in cui i bombardieri rientravano dall'incursione e atterravano con le luci accese. Il No. 23 Squadron operò così dapprima sulla Francia e più tardi dalla Sicilia sull'Italia meridionale.
Poiché gli aerei notturni portavano una verniciatura interamente nera o grigio scura, conviene preparare in anticipo ogni punto con una goccia di vernice trasparente lucida. Su una superficie opaca il bordo della pellicola di supporto traspare e l'effetto complessivo si rovina. A essiccazione avvenuta la superficie si uniforma di nuovo con l'opaco e il passaggio sparisce. Ricordare che il modello in plastica va procurato a parte. Le antenne del radar sul muso sono fragili in questa versione, quindi conviene lavorare con le decalcomanie dopo averle montate, per non romperle girando il modello.
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