Tre prodotti per sporcare le vetture da corsa che girano sull'asfalto. Comprende un effetto schizzo acrilico e due pigmenti, sporco urbano e sporco di strada asfaltata.
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Una vettura che ha percorso una prova speciale su fondo duro non ha l'aspetto di una vettura uscita dal fango. Non porta zolle né schizzi di terra, ma è coperta da un velo fine e grigiastro che si ferma dietro le ruote, sotto i paraurti e nei punti in cui l'aria scorre lungo la carrozzeria. A questo si aggiungono la polvere dei freni, il residuo di gomma degli pneumatici e l'unto del fondo stradale. È proprio questa combinazione che i tre prodotti della confezione coprono.
Procedere dal basso: prima sfregare il pigmento secco con un pennello morbido nei passaruota, sul bordo inferiore dei sottoporta e nelle griglie, poi fissarlo con una goccia di liquido fissativo o di diluente applicata di lato, perché il fissativo non dilavi il pigmento. Solo su un fondo così fissato arriva lo schizzo acrilico. Si applica con una setola fatta scattare con il dito, o con un vecchio pennello battuto su un bastoncino, tenendo presente che l'origine degli spruzzi deve andare sempre dalla ruota verso il retro.
Tenere a freno la quantità di sporco. Una vettura da corsa di solito parte lavata e lo sporco vi si accumula dal basso verso l'alto, quindi il tetto e le superfici superiori del cofano restano quasi puliti. L'effetto più forte nasce dal contrasto: la vernice lucida sopra il sottoporta e lo strato grigio opaco subito sotto.
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