1:24 Nissan R89C - Grade Up Parts (for Tamiya Kits) è un set di dettaglio in fotoincisione di Studio27 per il prototipo giapponese del Gruppo C. Non è un kit: è un set di parti aggiuntive per il kit del Nissan R89C di Tamiya, che dovete già possedere.
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Set di dettaglio in fotoincisione Studio27 in scala 1:24. NON è un kit e non è un modello finito: è un set di parti aggiuntive per il kit in plastica del Nissan R89C di Tamiya. Il kit di base non fa parte della confezione ed è necessario averlo. La fotoincisione è fustellata sui contorni di quel preciso kit e perciò su un kit R89C di un altro produttore non si adatta: di kit della R89C ne esistono di più marchi, quindi fate attenzione. Della stessa serie, il set per la Mazda 767B è invece previsto per il kit Hasegawa, mentre quelli per la 787B e per la Jaguar XJR-9 sono per Tamiya.
Il Nissan R89C è un prototipo giapponese del Gruppo C della fine degli anni Ottanta, la vettura con cui Nissan attaccò la roccaforte europea delle gare di durata. Prese il via sia alla 24 Ore di Le Mans sia nel campionato giapponese prototipi sport. Siamo però onesti sui risultati: il R89C non vinse nessuna di quelle grandi gare. A Le Mans, al debutto, riuscì a restare in testa al gruppo, ma non arrivò al traguardo; i suoi migliori risultati nei campionati si fermarono sul podio e non sul gradino più alto. È comunque una vettura importante, perché mostra quanto seriamente le case giapponesi prendessero il Gruppo C e quanto fossero vicine all'élite europea. Il Gruppo C è per molti appassionati il periodo migliore in assoluto delle vetture sport da competizione: prototipi chiusi di velocità brutale, il duello delle squadre ufficiali di Porsche, Jaguar, Mercedes, Mazda, Nissan e Toyota, e in più un regolamento costruito sul limite di carburante, per cui bisognava andare a tutta e insieme risparmiare, altrimenti al traguardo non ci si arrivava.
Un prototipo del Gruppo C è letteralmente attraversato da prese d'aria e radiatori, tutti visibili dall'esterno. Il kit in plastica li risolve con un'incisione stampata, una piastra piena che si limita a fingere di essere una griglia. La rete fotoincisa è sottile e ci si vede davvero attraverso, esattamente come sulla vettura reale, e sul modello si nota subito. La seconda cosa decisiva sono le cinture di sicurezza: fibbie e passanti fotoincisi completati dalla cinghia trasformano l'abitacolo più di qualunque altra cosa. Onestamente sul lavoro in sé: le parti si piegano, e il piegafotoincisioni aiuta molto, si incollano con la colla cianoacrilica, perché la normale colla per plastica sul metallo non tiene, e alcuni dettagli in plastica vanno asportati prima di incollare la fotoincisione, cosa che non si recupera. Il set è perciò per modellisti più esperti: pinzette, lente d'ingrandimento e mani ferme. E alla fine: un prototipo di durata vuole il lucido, non la polvere: la vernice trasparente e la pasta abrasiva fanno il resto del lavoro.
Si tratta di un set aggiuntivo, non di un modello. Il kit di base, la colla, i colori e gli attrezzi non sono inclusi nella confezione, salvo diversa indicazione.
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