Ulani russi degli anni dal 1812 al 1815 in scala 1:72. I cavalieri con la lancia e la czapka quadrata portano nella scena un movimento che un reparto appiedato non riesce mai ad accennare.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
I reggimenti di ulani l'esercito russo li ha ripresi dalla tradizione polacca e nella campagna del 1812 sono entrati come cavalleria leggera destinata alla ricognizione, all'inseguimento e al colpo rapido sul fianco. Il segno di riconoscimento era la czapka quadrata, la giubba corta con le mostrine colorate e soprattutto la lancia con la banderuola, il cui movimento rivelava a distanza la direzione di tutto lo squadrone. È proprio questo dettaglio a fare dell'ulano la figura a cavallo più gratificante del periodo napoleonico.
In scala 1:72 il cavallo misura poco meno di tre centimetri e la sua forma familiare funziona come un metro affidabile, al quale l'osservatore accosta il carro, il cannone e la casa sul fondo. Un gruppo di cavalieri aggiunge inoltre qualcosa che a una scena statica manca: un vettore. Ruotando le teste dei cavalli e inclinando le lance stabilite da dove arriva l'attacco, e il diorama acquista così un momento nel tempo invece di una semplice parata.
Nella confezione ci sono i soli pezzi, senza colori e senza base. Il cavallo e il cavaliere si incollano separatamente.
Un numero ridotto di cavalieri rende meglio di uno sciame fitto. Tre cavalli al trotto, uno trattenuto e uno che si impenna compongono una scena che ha un inizio e un culmine. Il resto dello spazio lasciatelo piuttosto vuoto, perché il movimento ha bisogno di una superficie libera davanti a sé.
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