Il televisore degli anni dal 1930 al 1950 è un accessorio in resina in scala 1:35 per le scene di interni e per le vignette.
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Apparecchio ricevente con lo schermo in un mobile di legno, fuso in resina in scala 1:35. Porta nei diorami di interni qualcosa che vi si vede di rado: un oggetto che data la scena in modo univoco e al tempo stesso rivela che la famiglia apparteneva alle meglio sistemate. Nella scena funziona come un centro naturale, verso il quale si può rivolgere l'attenzione dei figurini.
Le trasmissioni televisive regolari cominciarono in Europa ancora prima della guerra, gli apparecchi erano però una rarità alla portata di pochi. Il vero slancio arrivò solo negli anni cinquanta, quando lo schermo comparve nei soggiorni, nelle osterie e nei circoli. Caratteristici per questa generazione sono il piccolo schermo convesso incastonato in un mobile di grandi dimensioni in legno impiallacciato, spesso con la griglia in tessuto dell'altoparlante e le manopole girevoli.
Il mobile merita una tonalità del legno costruita a velatura: un fondo chiaro, uno strato sottile di colore a olio bruno e la sua asportazione nel senso delle fibre. Lo schermo appare convincente quando si dipinge di nero lucido e si completa con riflessi chiari sottili; chi vuole andare oltre può incollare nella superficie un'immagine stampata sotto uno strato trasparente. Le manopole minute lasciatele alla fine, si rompono facilmente.
L'accessorio si vende come pezzo fuso da completare, cioè senza verniciatura e senza colla.
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