Tavolozza di diciotto tonalità composta da un autore giapponese per dipingere figurini anime: incarnato pulito, magenta e blu saturi e toni terrosi smorzati per il contrasto.
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Dipingere un figurino anime segue regole diverse da quelle di un busto storico. L'incarnato deve essere liscio e senza sporco, i passaggi morbidi, i colori dei vestiti saturi e puliti e l'ombra non deve ingrigire, perché invecchierebbe subito la figura. Chi si compone da solo una tavolozza del genere con le tonalità da modellismo consuete finisce di norma con toni troppo torbidi per questo stile.
La composizione d'autore aggira questo lavoro. Nei diciotto flaconi ci sono il bianco, il nero e un grigio neutro per governare la luminosità, un incarnato chiaro, un magenta saturo, un viola profondo e due blu per capelli e tessuti, il giallo con un tono sahara e uno sabbia, il verde e infine un rosso bruciato, i bruni e la ruggine per i punti in cui serve abbassare il contrasto.
La base è formata dall'incarnato e dal bianco; le altre tonalità si usano piuttosto come aggiunte che come colori finiti. I capelli si dipingono da una base scura verso una ciocca luminosa, i vestiti invece da un tono medio verso entrambe le direzioni. I passaggi non si fanno con il pennello asciutto, ma con una serie di strati molto diluiti, senza fretta; l'aerografo è un vantaggio, ma si riesce anche a pennello.
In questo stile il passaggio fra i toni deve apparire continuo, ma il confine fra il lato illuminato e quello in ombra resta leggibile. È proprio in questo che l'impostazione anime si separa da un busto realistico.
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