Arancione terroso con tendenza al mattone, della linea acrilica Vallejo che si fa l'ombra da sola. Punta alla ruggine, al metallo bruciato e alle vampe calde.
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Il nome rimanda al pianeta rosso e la tonalità corrisponde: non è l'arancione di segnalazione dei cartelli stradali, ma un tono polveroso con una componente mattone, come quello di una superficie ossidata. Proprio per questo va bene anche là dove un arancione puro apparirebbe come plastica, cioè sulle corrosioni, sui metalli bruciati e sulle terre secche del deserto.
Il colore resta sottile sui rilievi e nella chiodatura, nelle fughe e nelle pieghe si addensa in un tono ferroso cupo. Su una superficie articolata una sola applicazione si occupa così anche della mappa dell'usura, che altrimenti andrebbe picchiettata a pennello pezzo per pezzo. Sulle superfici lisce l'effetto è al contrario poco vistoso e lì si conta su una seconda passata.
La linea offre tre tonalità arancioni, mentre di verdi ce ne sono nove. L'offerta conta quindi sull'arancione come su un complemento e non come su una pietra da costruzione, e più di un flacone la maggior parte dei pittori non ne ha bisogno. Chi compone la propria tavolozza prende questa per la ruggine e per il fuoco, non per una verniciatura su tutta la superficie.
Un fondo chiaro è una necessità, su una base scura l'arancione affonda. Si applica uno strato abbondante, durante l'asciugatura non vi si interviene e l'eventuale punta luminosa si completa con un colore coprente solo alla fine.
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