Sei tonalità dei mezzi terrestri israeliani, dall'olive drab statunitense ai grigi desertici e del Sinai di più generazioni.
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I mezzi corazzati israeliani si riconoscono dal colore a prima vista. I toni desertici dalla marcata componente grigia nacquero perché il veicolo si confondesse con il paesaggio arido e roccioso, e nel corso dei decenni cambiarono più volte. Il set porta sei tonalità che permettono di realizzare mezzi dagli anni Sessanta a oggi.
La base è l'olive drab statunitense, con cui i mezzi arrivavano dalle forniture, e il tono verde tendente al mare noto dalle prime modifiche. Il resto è formato da quattro grigi desertici e del Sinai di generazioni diverse, ciascuno con un diverso rapporto fra la componente gialla e quella grigia. Proprio il loro scambio è l'errore più frequente sui modelli israeliani.
Il produttore avverte che il nome stampato sul flacone può differire da quello dell'elenco e consiglia di attenersi al numero della tonalità. Per i grigi israeliani questo vale doppio, perché le singole generazioni si distinguono solo per un lieve spostamento verso il giallo. Prima di spruzzare conviene quindi preparare una mazzetta su un pezzo di plastica e confrontare i colori affiancati. La differenza fra la stesura bagnata e quella asciutta è con questi toni evidente, perciò si può giudicare solo a campione completamente asciutto, preferibilmente alla luce del giorno.
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