Otto tonalità dei veicoli dell'esercito britannico e degli aeroporti militari, dal verde bronzo degli anni cinquanta all'odierno verde dell'Alleanza e al bianco invernale lavabile.
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Per gran parte del dopoguerra i mezzi terrestri britannici ebbero un colore dominante. Il verde bronzo profondo 224 copriva i veicoli dell'esercito in Europa e in Estremo Oriente dal 1955 all'inizio degli anni settanta e fino al 1958 lo portavano anche i mezzi dell'aviazione tattica. I reparti aerei passarono poi al grigio-azzurro 633, che sui loro veicoli resistette dalla fine della seconda guerra mondiale fino allo stesso periodo.
Il giallo dorato spettava ai mezzi che si muovevano prevalentemente sulle superfici aeroportuali, sui tetti oppure su tutta la superficie, e fu usato fino agli anni sessanta. La tonalità pietra chiara 361 è invece il classico colore desertico britannico, portato dai veicoli in entrambe le operazioni rivolte all'Iraq. Dall'inizio degli anni settanta la base divenne il verde dell'Alleanza 285 con riflessione nella banda dell'infrarosso, sopra il quale si stendevano campi disruptivi neri; nella versione desertica i mezzi lo ricevevano sopra il fondo color pietra.
Gli ultimi due flaconi risolvono situazioni marginali, ma gratificanti. Il tono sabbia FS 30279 era portato dai veicoli britannici sotto il comando dell'aviazione durante l'operazione nel Golfo Persico e il bianco lavabile serve alla mimetica invernale improvvisata, che gli equipaggi stendevano da sé e dopo il disgelo rimuovevano di nuovo.
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