Seconda parte della tavolozza per i mezzi russi attuali. Sei flaconi da 17 ml: verde russo, verde oliva, tono sabbia, bruno arancio, rosso terra e grigio-azzurro.
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I veicoli dell'esercito russo si attengono ancora oggi al verde come colore di partenza, ma la tinta si è spostata nel tempo e secondo il produttore, e vi si sono aggiunte macchie di disturbo. Sui carri e sui trasporti truppe odierni si incontrano perciò un verde scuro con campi sabbia, fasce brune e, su una parte delle macchine, anche un tono grigio-azzurro più freddo. Queste sei tinte sono la seconda parte della tavolozza e si collegano a un set più vecchio dello stesso marchio; hanno senso soprattutto dove i mezzi vanno resi nell'allestimento attuale, non in una verniciatura da museo.
Conviene cominciare dal tono più scuro e stendere quelli più chiari solo dove batterebbe il sole. I campi mimetici si spruzzano a mano libera oppure attraverso una mascherina rimovibile, secondo quanto netto debba risultare il passaggio; sui mezzi russi i confini sono di solito morbidi. Il rosso terra si presta sotto tutta la verniciatura come fondo, da lasciare poi trasparire sugli spigoli consumati, oppure come colore delle superfici interne dei portelli.
I toni verdi e bruni non sono legati ai soli corazzati. Rendono altrettanto bene su un autocarro, sui container e sulle casse, su un trattore d'artiglieria e sui figurini dell'equipaggio, perché si tratta degli stessi colori che l'esercito usa attraverso tutto l'armamento. I colori si stendono a pennello e ad aerografo e prima dell'uso conviene agitarli bene, perché il pigmento depositato sul fondo si ridistribuisca uniformemente.
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