Quattro tinte acriliche per i velivoli della parte repubblicana nella guerra civile spagnola. Verde sulle superfici superiori, azzurro chiaro sul ventre e colori per le insegne.
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In aria la parte repubblicana si appoggiava soprattutto ai mezzi forniti dall'Unione Sovietica. I caccia biplani con abitacolo aperto e i monoplani tozzi con carrello retrattile ricevettero in Spagna soprannomi propri e, insieme ai bombardieri bimotore, portarono il peso maggiore dei combattimenti su Madrid e sull'Ebro. La loro veste cromatica era del resto sorprendentemente semplice: un verde più scuro in alto, un azzurro chiaro in basso e vistose insegne rosse, dalle quali le macchine si riconoscevano a distanza.
Il rosso è fra le tinte che coprono male. Non spruzzarlo direttamente sul verde, ma stendere prima un fondo chiaro, idealmente proprio il tono osso della stessa confezione. Si risparmiano così tre o quattro mani e la superficie resta liscia. Lo stesso accorgimento vale per le bande rosse sulle superfici scure del timone di direzione.
Il verde sopporta invece di essere steso in modo irregolare. Le macchine venivano riverniciate in servizio, esemplari diversi ricevevano lotti diversi e il sole di Spagna scaricava in fretta il colore. Schiarire perciò il centro delle superfici ampie con la stessa tinta più un pizzico di osso e lasciare il tono originale nei punti riparati dalla luce. L'azzurro pallido sotto sopporta lo stesso trattamento, solo più delicato, perché resti l'impressione del cielo sotto la macchina.
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