Il mandrino a mano, conosciuto anche come pin vise, è un portapunte che si gira con le dita. Il suo vantaggio rispetto alla macchina è la sensibilità: percepisci la resistenza del materiale e ti accorgi di quando la punta passa dall'altra parte, quindi non sfondi il foro e non danneggi l'interno del pezzo. Si trovano nella classica esecuzione allungata, con testa girevole per una rotazione comoda, a doppia estremità, con pinze intercambiabili per diversi diametri e in set completi anche con le punte. Le capacità di serraggio qui coprono valori da zero fino a circa 4,8 mm.
Ogni mandrino copre un intervallo di diametri; qui trovi per esempio modelli da 0 a 1,0 mm, da 0,8 a 1,5 mm, da 1,3 a 3,1 mm, da 0,2 a 3,4 mm e da 0,1 a 3,2 mm. Siccome una sola pinza non può fare tutto, nella confezione ci sono di solito tre o quattro inserti: uno per le punte più fini intorno al decimo di millimetro, altri per i diametri medi e uno per i codoli più grossi. Controlla l'intervallo in base ai diametri che usi davvero.
La soluzione più comoda è quella con testa girevole: la appoggi sul polpastrello e giri il corpo, così pressione e rotazione restano separate. I mandrini a semplice asta sono più leggeri, ma devi riprendere la presa a ogni giro. Ci sono anche versioni con molla di ritorno, da usare come un trapano ad archimede.
Alcuni mandrini hanno le pinze alle due estremità, quindi tieni pronti due diametri e non devi cambiare niente a metà del lavoro. Nella foratura in serie si sente.
Quello che conta davvero è con quanta precisione la pinza stringe il codolo. Un mandrino imperfetto lascia oscillare leggermente una punta sottile, cosa che nei diametri da decimo significa un foro imperciso e spesso ovale. Un buon attrezzo tiene la punta in asse anche con una pressione leggera e trasforma la foratura in una routine tranquilla. Conta anche la massa: un corpo metallico più pesante sta meglio in mano e smorza il tremolio delle dita.
Serra la punta con la minore lunghezza libera possibile: più utensile sporge, più facilmente si rompe e peggio tiene la perpendicolarità. Segna il punto con un invito, perché l'utensile non scivoli. Ruota in modo continuo nei due sensi e senza premere: una punta fine asporta da sola. Appena senti che la resistenza cede sei dall'altra parte ed è il momento di rallentare. Controlla poi il foro e affina il bordo con un attrezzo della sezione lime.
Per un numero elevato di fori o per materiali duri conviene passare a un attrezzo della sezione microtrapani.