Dieci schemi per l'intercettore Panavia Tornado F.3 in 1:48: i reparti di Leuchars, Waddington, Leeming e Coningsby più una macchina saudita del 1991.
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Mentre il Tornado d'attacco puntava a volare basso sul terreno, la versione F.3 nacque per qualcos'altro: doveva intercettare i bombardieri sovietici lontano dalle coste britanniche, prima che arrivassero a distanza di tiro. Per questo ricevette una fusoliera allungata, una scorta di carburante maggiore, un radar potente e missili guidati semiattivi portati in alloggiamenti semincassati sotto la fusoliera.
Il foglio attraversa tutta la sua carriera britannica. Ci sono le macchine di Leuchars, dove i Tornado intercettori si mantennero più a lungo, il reparto per la valutazione operativa di Waddington e anche i portatori successivi delle verniciature celebrative con la deriva nera o con la fusoliera interamente nera.
Un capitolo a sé sono due velivoli dell'operazione Telic del 2003, che si fecero dipingere sul muso i personaggi dei fumetti per ragazzi britannici. È uno degli ultimi casi in cui una classica nose art è finita su un velivolo da combattimento moderno della RAF.
L'arco dal 1991 al 2011 significa che sul foglio si incontrano verniciature grigie di tonalità diverse e regole diverse per le insegne. Prima di applicare conviene confrontare lo schema scelto con una fotografia d'epoca, perché lo stesso reparto cambiava i dettagli della marcatura anche tra un anno e l'altro.
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