La fotoincisione fa quello che la plastica non sa fare: spessori di pochi decimi di millimetro. Su queste lastrine trovi fibbie e cinghiette dell'equipaggiamento, occhiali, microfoni delle radio da campo, corredi di fanteria delle due guerre mondiali, serie complete di gradi e distintivi e le toppe cucite dei reparti di volo da applicare sulla manica di un pilota. Dopo la verniciatura diventano i particolari che trasformano un figurino in una persona in miniatura. Qui sotto spieghiamo che cos'è esattamente una fotoincisione e come si stacca, si piega, si incolla e si dipinge.
Il motivo viene inciso chimicamente in un foglio di metallo sottile, in genere ottone o acciaio. Ne escono pezzi di qualche decimo di millimetro: fibbie di cinturoni, cinghiette dei sottogola, ganci delle bardature, occhiali, microfoni di più tipi e serie di gradi e distintivi. In plastica gli stessi particolari risulterebbero grossolani; incisi hanno lo spessore della realtà.
La maggior parte dei set guarda ai figurini in 1/35; le toppe dei reparti di volo escono invece in 1/48 e 1/32, quindi si abbinano ai figurini in 1/48 e alle figure più grandi. La scala sta sempre nel nome, e sulle toppe anche il reparto: così la figura e il velivolo accanto a cui la metti raccontano la stessa storia.
Stacca il pezzo dalla lastrina con un bisturi su un piano duro e passa leggermente una lima sui bordi. Piega su un righello d'acciaio oppure con una piegatrice: l'ottone è docile e una piega precisa dura più di tre correzioni.
Il cianoacrilato va in dosi minime. Prima di dipingere sgrassa e dai un fondo, altrimenti il colore sul metallo liscio non tiene. Un acrilico opaco chiude poi il dettaglio dentro l'insieme della figura.
Il resto dell'equipaggiamento e dei particolari sta negli accessori e set di dettaglio per figurini.