Quattro tinte per la mimetica del Regio Esercito italiano durante la seconda guerra mondiale, compreso il caratteristico giallo mimetico.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
L'esercito terrestre italiano entrò nella seconda guerra mondiale con i mezzi verniciati in un fondo giallo sabbia, sopra il quale si applicavano macchie irregolari in verde e in bruno. Questo disegno accompagnò le autoblindo e anche i semoventi sul campo di battaglia nordafricano e lo stesso approccio tornò poi sulla penisola appenninica. Il set contiene quattro tinte, con le quali uno schema così si può costruire.
Il tono di base lo porta il giallo mimetico, al quale si ricollegano due tinte grigioverdi di chiarezza diversa e un tono bruno rossastro per l'ombreggiatura. Tre dei colori sono presentati sotto i numeri standardizzati delle norme cromatiche, quindi la tinta è determinata in modo univoco e non conta come ciascuno la chiami.
A che cosa si presta il set
Il disegno a macchie si costruisce di solito dal tono più chiaro in su: prima si copre tutta la superficie con il giallo, dopo l'asciugatura si completano a mano libera o con un pennello sottile le superfici verdi e alla fine si aggiungono le parti brune. La tinta bruno rossastra serve al tempo stesso da ombra sotto le macchie e nelle fughe, con il che il disegno si assesta otticamente nella superficie invece di galleggiarvi sopra. Quattro flaconi sono per numero parsimoniosi, ma visto che il disegno storico lavorava solo con pochi toni, per una resa fedele questo basta.
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