Le paste texture risolvono quello che col colore non si dipinge: il volume vero dello sporco. Fango impastato sui cingoli, terra secca nel passaruota, polvere di cemento sul carro, strato antisdrucciolo sulla coperta. La pasta si stende in uno strato corposo, conserva il segno dell’attrezzo e da asciutta resta in rilievo.
In categoria trovi paste terrose, gel, colori a guazzo per invecchiamento e paste antisdrucciolo in tonalità di terra, cemento e sabbia del deserto. Sotto trovi dove la materia va davvero e come evitare l’errore più comune, cioè lo strato uniforme.
Lo sporco dipinto ha un difetto: resta piatto. Sotto una luce radente non proietta nessuna ombra, quindi l’occhio capisce che si tratta di colore anche quando il tono è giusto. La pasta ha un rilievo fisico: genera microombre proprie e sul modello si comporta come un vero deposito di terra.
Il secondo vantaggio è l’aderenza. La pasta contiene legante e carica, quindi tiene senza ulteriore fissaggio, e dentro si può lavorare pigmento o materiale da spargimento. Il risultato non è allora monocromo, come rischierebbe di essere la materia da sola.
Vale la fisica: la materia si accumula dove il movimento la porta e dove resta appoggiata. Quindi sul sottoscocca, nei passaruota, sui lati interni di cingoli e ruote, sulle superfici di calpestio, negli angoli tra sovrastruttura e cassone. Sulle superfici verticali la pasta appare solo come schizzo dalle ruote, e solo all’altezza a cui lo schizzo arriverebbe davvero.
Si stende con una spatola, con un pennello vecchio o anche solo con uno stuzzicadenti. La chiave è l’irregolarità: una pressione leggera, qualche grumo, altrove appena una traccia. Funziona bene anche schizzarla: si carica un pennello rigido e si fa saltare la materia sulla superficie, ottenendo piccoli spruzzi. Uno strato steso in modo uniforme è l’errore più frequente e fa sembrare il modello immerso in una salsa.
La pasta asciutta tende a essere opaca e monocroma. La ravviva un passaggio leggero di pigmento secco sulle creste, oppure una goccia di effetto lucido dove il fango deve risultare ancora bagnato. Le paste antisdrucciolo, al contrario, si lasciano pulite: il loro compito è la struttura della superficie, non lo sporco.
Le paste sono tra gli ultimi passaggi della costruzione; dove si collocano tra gli altri strati lo spiega la categoria invecchiamento.