Tonalità italiane di guerra per i mezzi corazzati: sabbia desertica scura, due verdi, cachi, toni grigio-verdi e rosso ruggine.
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I veicoli italiani non portavano un'unica verniciatura consolidata. In patria e nei Balcani comparivano i toni grigio-verdi, nell'Africa settentrionale prevalse la sabbia desertica scura, sulla quale si spruzzavano o si stendevano a pennello macchie irregolari verdi e bruno-rosse. Le sei tonalità di questa scatola coprono entrambi gli ambienti.
Oltre al giallo desertico e al cachi sahariano, nella confezione ci sono il verde scuro, un grigio-verde più chiaro e uno più scuro e il rosso ruggine, che le officine italiane usavano sia per le macchie sia come mano di fondo di alcune parti. L'assortimento si presta ai carri medi e leggeri, ai semoventi, alle autoblindo e ai trattori.
Le macchie italiane hanno bordi sfumati solo per pochi millimetri, per il resto sono piuttosto contrastate rispetto al fondo. Stenderle quindi con un pennello a pelo corto e uniformare poi la superficie con una velatura sottile. Il giallo desertico, sotto il sole africano, perdeva molta saturazione sbiadendo, perciò sulle superfici superiori del modello va un tono sensibilmente più chiaro. Applicare il rosso ruggine solo dopo che il verde si è asciugato, altrimenti i due toni si fondono sui bordi in un bruno indefinito.
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