Le fotoincisioni per sottomarini aggiungono esattamente quello che la plastica iniettata non può dare: il parapetto sottile dei camminamenti, i grigliati delle aperture di allagamento, il pagliolato della torretta, le bandiere in acciaio mosse dal vento. Una lamierina fotoincisa tiene lo spigolo vivo anche a pochi decimi di millimetro, così la falsa torre regge finalmente lo sguardo da vicino.
I set in catalogo coprono scale diverse, dal 1/350 al 1/35, e si scelgono in base al battello e all’ampiezza dell’intervento. Qui sotto trovi come orientarti e come lavorare il metallo senza perdere pezzi per strada.
Lastrine di ottone o acciaio dalle quali un bagno acido ha ricavato parti più sottili di un foglio di carta: parapetti, scalette, antenne, maniglie, interi pagliolati. Per i sottomarini escono in 1/35, 1/72, 1/144 e 1/350, e sono proprio loro a separare un buon modello da uno da concorso. Arrivano come lastrine con i pezzi tenuti da ponticelli: si staccano col bisturi come i pezzi in plastica, solo con molta più cautela.
I set nascono per scatole e tipi precisi: U-Boot dei tipi VII e IX, battelli oceanici giapponesi, mezzi d’assalto tascabili. La destinazione è indicata nella descrizione del prodotto; verifica scala e versione del kit, non solo la classe.
Un detail set completo allestisce l’intero battello, un set piccolo risolve solo il parapetto o le bandiere. Per il primo incontro col metallo il set piccolo è la scuola migliore; gli scafi lunghi in 1/72 e i battelli in 1/350 reggono invece l’allestimento completo. Con i set integrali metti in conto di tagliare via parti in plastica originali: le istruzioni indicano sempre quali.
Stacca il pezzo col bisturi su un piano duro, piega sempre contro uno spigolo rettilineo e incolla con una goccia di cianoacrilato portata sulla punta di un ago. Un parapetto ondulato si raddrizza passandolo sul manico di un pennello, e prima di verniciare sgrassa il metallo.
I battelli da allestire li scegli tra i kit di sottomarini.